






| "Il telefano in casa Barrocci" | La prima Commedia rappresentata dal Gruppo nel 1978 (anno di debutto della compagnia) è stata "Il telefono in casa Barocci", una divertente commedia in tre atti scritta dal gruppo, dove tutto si incentrava sulla comparsa in un piccolo casolare maremmano (podere) abitato da una famiglia tipica intorno alla metà del 1900, di un telefono. La scoperta di questo nuovo strumento casalingo sconvolgerà la vita familiare, dando vita a quadretti comici e battute divertenti che accompagnano tutto lo spettacolo. |
| "La casa del trenta" | Anche in questa la comicità è data dalle divertenti situazioni in cui viene a trovarsi una famiglia Maremmana, dove per strane occasioni, nella loro casa vi si aggirano stravaganti e grotteschi personaggi. Particolare interesse in questa rappresentazione è la ricerca dei nomi dei personaggi (Finimola, Santi, Inesse, Beppe, Tartufino, ecc..). |
| "La bottega del poro zio" | La terza commedia scritta e rappresentata dal gruppo è ambientata in una vecchia bottega situata nell' antico palazzo dei Priori ed è intitolata "La bottega del poro zio". Al centro della vicenda un strana eredità che coinvolgerà in un vortice di simpatiche occasioni tutti i personaggi che frequentano la bottega. È in questa commedia che per la prima volta nasce il personaggio di "Argia" interpretata da Luciana Tosti anima e fondatrice del gruppo. Questo personaggio carico di umana simpatia e comicità irresistibile dà una svolta alla sua creatrice, dandogli fama e successo. |
| "L'atumobile" "Ben tornati da Parigi" | Con l'entrata nell'organico del gruppo del regista Enzo Giannini e dello sceneggiatore Marco Moretti, il gruppo darà vita a due commedie scritte dai suddetti: "L'automobile" e "Bentornati da Parigi". Sono commedie centrate tutte su situazioni comiche: nell'Automobile l'occasione è data dall'acquisto di una macchina da parte di Argia, nella seconda da una gita fatta da Argia e suo fratello a Parigi. |
| "Fatti e misfatti" | Noi di Maremma propone poi lo spettacolo "Fatti e misfatti della vita", strutturato in scenette comiche. Un esilarante susseguirsi di situazioni facenti parte del vivere quotidiano, e per questo non hanno bisogno di particolari scenari ma bastano di un tavolo e quattro sedie con una vetrinetta, poi gli attori fanno il resto con un susseguirsi di battute e gestualità nello spirito della tradizione del vernacolo semplice Maremmano. |
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