Noi di Maremma l'arte del teatro comico in vernacolo maremmano
Noi di Maremma in una delle tante commedie di vernacolo maremmano!!
Nei lontani anni 70 a Grosseto nasceva la cultura del teatro popolare, ovvero, un teatro la dove veniva raccontata la vita quotidiana esaltando in comicità gli avvenimenti quotidiani. Luciana Tosti era già in scena con "Finimola", un personaggio la quale raccontava la vecchia donna contadina in una maremma antica. Finimola con l'andare del tempo variò in diversi nomi, tutti caratteristici, per poi arrivare a quello che gli ha dato popolarità: Argia. Questo progetto prese sempre più strada, quindi Luciana decise di dare una famiglia a questa icona maremmana. Così creò Noi di Maremma. Sotto la sua direzione nacque così una compagnia la quale iniziò a diffondere "il vernacolo", ovvero la diffusione in chiave comica delle tradizioni della terra maremmana. Nel corso degli anni "noi" ha vissuto molti cambiamenti: dagli attori alle commedie. Che, oltre a raccontare la tradizione, cercano di adattare lo stile di vita passato al frenetico e tecnologico all'attuale, senza mai mutare i costumi e la cultura della maremma.
La Compagnia Teatrale "Noi di Maremma" inizia la propria attività nel 1978. Con lo scopo ben preciso di portare sulle scene i modi, gli usi, i costumi, e le vecchie tradizioni della Maremma Grossetana. Infatti tutte le Commedie che fanno parte del repertorio del gruppo, hanno come unica finalità una ricerca storica di antichi valori umani e culturali scomparsi con il tempo. La prima Commedia rappresentata dal Gruppo nel 1978 (anno di debutto della compagnia) è stata "Il telefono in casa Barocci", una divertente commedia in tre atti scritta dal gruppo, dove tutto si incentrava sulla comparsa in un piccolo casolare maremmano (podere) abitato da una famiglia tipica intorno alla metà del 1900, di un telefono. La scoperta di questo nuovo strumento casalingo sconvolgerà la vita familiare, dando vita a quadretti comici e battute divertenti che accompagnano tutto lo spettacolo. Dopo questa Commedia, che ebbe tanto successo, il gruppo ne scrisse una nuova "La casa del trenta", e anche in questa la comicità è data dalle divertenti situazioni in cui viene a trovarsi una famiglia Maremmana, dove per strane occasioni, nella loro casa vi si aggirano stravaganti e grotteschi personaggi. Particolare interesse in questa rappresentazione è la ricerca dei nomi dei personaggi (Finimola, Santi, Inesse, Beppe, Tartufino, ecc..).
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