Ezio Ranucci nasce, dal punto di vista artistico a Livorno, dove, dopo aver frequentato due anni di corso di studi (1969-70), si diploma presso la locale Scuola d'arte drammatica (docenti Giorgio de Giorgi e Guido Paolo Marziali).
Entra subito dopo a fare parte della Compagnia del Teatro Stabile "Piccolo Teatro Città di Livorno" diretta da Valentino Davanzati (direttore anche dell'annuale Festival del cinema di San Miniato) e vi rimane oltrecirca nove anni.
Interpreta in questo periodo circa venti commedie, passando dal teatro dell'assurdo di Achille Campanile ed Eugene Jonesco ("L'inventore del cavallo", "Visita di condoglianze", Il numero fatale", "La Cantatrice calva", etc.,etc.) a Pirandello ("Lazzaro"), da Agata Cristhie ("Trappola per topi") ad Alberto Damiani ("Il muro e il nodo"), da Dario Niccolai ("Nero come un canarino") a Leonardo Sciascia ("L'Onorevole"), da Ugo Betti ("Il Giocatore") a Friederich Durenmatt /"La Meteora" e "Omobono e gli incendiari").
Ha partecipato inoltre alla messa in scena, in collaborazione con l'Istittuto Musicale "Pietro Mascagni" di Livorno di "Guglielmo Ratcliff" e della "Cavalleria Rusticana" di Giovanni Verga; da tali opere sucessivamente il livornese Mascagni trasse i melodrammi che lo hanno reso famoso nel mondo.
Le commedie sopra elencate sono tutte in lingua; unico lavoto teatrale in vernacolo interpretato a Livorno (insieme a Tina Andrey), è "O porto di Livorno traditore" di Giorgio Fontanelli, regia di Beppe Ranucci. La commedia rimasta in cartellone negli anni 1975-76-77, ha avuto uno straordinario successo ed ancora oggi è ricordata con particolare affetto nella città labronica.
Nel 1980 si trasferisce per la prima volta a Grosseto ed è in questa occasione che conosce, tramite la compianta e bravissima Gabriella Macelloni,Luciana Tosti (Argia). Entra subito a fare parte della già affermata Compagnia "Noi di Maremma" ed inizia così la sua prima esaltante esperienza di "teatro senza copione". Interpreta nei primi tre anni di permanenza nella città maremmana al fianco di Argia due commedie dal titolo "La casa del trenta chi esce e chi entra" e "La bottega del poro zio".
Nel 1980 dedica una breve parentesi del suo tempo ad interpretare "Gallina vecchia" sotto la regia di Marzia Lodovichi.
Trasferitosi nel 1983 a Ferrara, entra a far parte della Compagnia degli "Estensi" con la quale mette in scena "La Bella e la Bestia" (1985).
Nel 1990 viene chiamato a Milano e fare parte della "Compagnia del Teatro Orione", con sede nell'omonimo elegante teatro situato nel quartiere Giambellino. Interpreta nel 1991 "E' mezzanitte dottore Schwaitzer" e nel 1993 "Le furberie di Scapino" (Molière) ambedue per la regia di santi Longo.
Nel 1994 rientra finalmente a Grosseto e torna, ovviamente a fare parte della Compagnia "Noi di Maremma" che, peraltro nel frattemo, oltre a Argia la compagnia si è arricchita dei bravissimi Katia Chelini e Lio Sartoni. Con "Noi di Maremma" prende parte alla messa in scena di "Fatti e misfatti della vita" (scenette comiche del vivere quotidiano ), "Becchi e bastonati" e "Quando il telefano ciaveva i fili".
Ricordiamo infine che Ezio Ranucci ha preso parte alla realizzazione di due film quali "Sfida sul fondo" regia di Mario Mattioli, con Friederich Stafford, Beba Loncar e Enzo Maiorca e ""Prima dei girasoli" regia di Mario Andrei,. con Luciana Tosti e Katia Chelini.